Succede a Roma che… Arte nei luoghi inconsueti. #1 Genco Sala da barba

Le mostre d’arte in luoghi non canonici nella Capitale ha una tradizione lunga. Come non citare, ad esempio, le esposizioni nei Cafè che accoglievano opere d’arte di valore, visibili anche nei grandi alberghi capitolini oggi storici?

Con il tempo, sono proliferati i posti alternativi che propongono e dove esporre opere d’arte, dove fruirne, eventualmente comprarne e dove incontrare un po’ del mondo legato alla Cultura e al Sistema dell’Arte che non disdegna la frequentazione di tali realtà altre che, va detto, lo sono solo per ubicazione ma non sempre per qualità; infatti, è molto frequente trovare artisti validi e spesso già conosciuti che hanno il piacere di proporre la propria ricerca “fuori circuito” anche per intercettare e interfacciarsi a un pubblico non abitualmente avvezzo all’arte: ad esempio, come se ne potrebbe incontrare dal… barbiere.

Se poi questo è uno dei più antichi della Capitale e in una delle strade più incantevoli di Roma la situazione si fa più intrigante.

Così, da Genco in Via dei Portoghesi 17, nel piccolissimo spazio di questa “sala da barba dal 1900” – come recita la sua attestazione –, tra specchi, lozioni, spazzole, colonie, shavette e altri rasoi, è facile lasciarsi incuriosire da piccole sculture o pitture selezionate ogni mese da un artista, Maurizio Savini, prestatosi per l’occasione al ruolo curatoriale.

Ci dice lo stesso Savini: “questo piccolo progetto nasce da un mio bisogno, molto personale, quello di avvicinare all’arte contemporanea persone che quotidianamente condividono lo stesso spazio, che vivono nei dintorni, o la restauratrice a due passi…”, chi entra per tagliarsi i capelli o farsi uno shampoo e inciampa nell’inaspettata visione di opere lì esposte.

La sala da barba di Roberto (per gli amici Bobbo) Polidori oltre ad essere centralissima è molto accogliente e per questo ho pensato di usarla come piccolo spazio espositivo; ho notato che ogni volta che inauguriamo la mostra delle opere di un artista aumenta il numero di visitatori e spesso tra questi si incontrano anche quelli che per noi del mondo dell’arte sono volti noti.“. Un miscuglio di pubblici diversi molto stimolante, insomma.

La rassegna, dal titolo “un’opera un artista un mese” ha esordito il 9 novembre 2019 con Andrea Mauti proseguendo il 9 dicembre con Paavo Halonen e il 9 gennaio con Alexandra Dufey la cui mostra è in corso per tutto febbraio. Molti amici di Savini, come in una sorta di stafetta d’affezione…

Concentriamoci sulla svizzera “romanizzata” Alexandra Dufey, di cui abbiamo apprezzato le opere allestite; sono piccoli busti di persone, volti di chi lei ha incontrato nei  viaggi e nelle sue passeggiate e che ha cercato di capire, anche nel linguaggio. Un’artista di Losanna giunta a Milano e infine a Roma ne avrà ascoltate di lingue e di dialetti, e ne avrà incrociata di gente; evidentemente, ha avuto la necessità di comprendere ognuno, forse per sentirsi meno straniera nella città dove attualmente risiede.

Queste sculture raffigurano, in modo essenziale, con pochi tocchi dipinti – bocca, occhi, sopracciglia, capelli –,  delle comparse: cioè, persone comuni nella normalità della vita; ma  sembra proprio che attraverso lo sguardo dell’artista, che creando li indaga, essi si stacchino e si distinguano dalla folla per farsi coprotagonisti, rivendicare la propria individualità e singolarità.

A marzo (la data precisa ad oggi è ancora da stabilire) toccherà a Luigi Puxeddu esporre il suo lavoro, probabilmente appositamente pensato o ripensato per lo spazio; Puxeddu (Perugia, 1971), dopo una primissima formazione in Germania, a Lüneburg, soggiorni e prime esperienze espositive in Islanda e lunghi periodi in Brasile, la frequentazione della Facoltà di Lettere presso l’Università La Sapienza di Roma e l’Accademia di Belle Arti di Roma, vive stabilmente nella Capitale.

Ad aprile sarà la volta di Hannu Palosuo (classe 1966), un altro “romanizzato”, nel senso che è nato  a Helsinki in Finlandia, è vissuto a Stoccolma e Berlino ed è giunto, con una borsa di studio, nel 1989 nella Capitale dove vive da allora avendo tra l’altro frequentato la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università degli Studi “La Sapienza” con l’indirizzo di “Storia dell’Arte Moderna” e l’Accademia di Belle Arti.

GENCO SALA DA BARBA
Via dei Portoghesi, 17, 00186 Roma RM
Telefono: 06 686 9881

di Barbara Martusciello
foto di Paolo Di Pasquale e dell’autrice
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