Succede a Roma che… Arte nei club e nei locali. # 1 Le Tartarughe. In mostra Stefano Esposito con Girografando

Succede a Roma che… si possa godere di piccole mostre interessanti e a ingresso gratuito anche in spazi non canonici. Pur se tra boccali di birra o calici di vino, nell’informalità di un locale pieno di pubblico eterogeneo, è possibile comunque un’accettabile, quando non ottimale fruizione considerando l’importanza dell’effetto “sorpresa” e del portare l’arte nel quotidiano. Un white cube, un museo, una galleria continuano ad essere fodamentali nel loro ruolo e nella funzione ma non sono da sottovalutare iniziative “fuori circuito” per avvicinare le persone ad uno specifico troppo spesso, per una serie di motivi, poco praticato, incompreso, poco conosciuto.

Tanti i locali che nella Capitale si aprono alle esposizioni temporanee, non sempre in modo competente e professionale – non tutto è arte, non tutti sono artisti: Beuys, nella sua famosa asserzione, non intendeva va assolutamente questo! – ma quando ciò avviene è davvero un piacere constatare quanto il pubblico apprezzi. gli artisti giovino di una maggiore, trasversale comunicazione della propria ricerca e, insomma, quanto, tutto considerato, l’operazione funzioni.

Nella mappatura più aggiornata di questa pratica dell’arte proposta in modo “altro”, anche a riguardo degli orari di apertura, si possono individuare alcune location degne di attenzione; tra queste, Le Tartarughe: posto nel rione Sant’Angelo, nell’area dell’ex Ghetto, e in una delle piazze tra le più accattivanti di Roma, in quella Piazza Mattei, detta “delle tartarughe” per la fontana realizzata tra il 1581 ed il 1588 su progetto di Giacomo della Porta e con le sculture del fiorentino Taddeo Landini.

Da tempo il locale accoglie mostre di Fotografia, organizate quasi sempre da Takeawaygallery, un brand conosciuto sia per le sue poderose incursioni di Land Art, sia per iniziative capitoline concentrate sulla Fotografia e per altri eventi sempre molto seguiti a Roma.

Stefano Esposito (nato nel 1959  a Roma dove vive e lavora), il gran capitano di questa struttura nata come galleria originale – Takeawaygallery: opere a prezzi contenuti, allestite su bacheche e che, se acquistate, si potevano portare via subito, immediatamente rimpiazzate da nuovi lavori -, è uno stimato fotografo da tanti anni e stavolta, dopo aver esposto opere di molti colleghi, ha ceduto a un’autopromozione, finalmente allestendo a Le Tartarughe anche le sue foto.

Stampe cibachrome, tutte pezzi unici, da diapositiva, dalla dimensione di cm 30 x 20, a parte “Tralicci Cuba”, di cm 30 x 45, sono organizzate sotto un eloquente titolo – un ironico neologismo – “Girografando”, in corso fino al 30 gennaio 2020 (tutti i giorni dalle ore 15:00 alle 23:00). Compongono una sorta di riassunto di ungiro del mondo per immagini” in cui l’autore, “attraverso i temi cari del ritratto, dell’architettura e del paesaggio ci conduce alla sua visione intima e discreta di osservatore attento e curioso nell’avvicinarsi e avvicinarci ad un unico grande viaggio fatto di luci, colori, contrasti, coraggiosi cromatismi. Il titolo scelto, voluto, amato e creato da Esposito stesso assume arbitrariamente un valore simbolico, invito a partecipare al nostro giro di giostra immergendosi totalmente nella sorpresa emozionale che risiede nella natura stessa del viaggio” (cit. Barbara Pelegrini, che cura la mostra).

Altre sue foto sono, inoltre, lagate a uno sguardo più politico, sociale, di denuncia: ne è un esempio la serie fotografica iniziata nel 2007 dal titolo Articolo 11, dove Esposito focalizza la sua attenzione sui moderni aerei da guerra che solcano i cieli nel corso delle parate militari. Critica è anche la sua analisi sulla Televisione, di cui considera la pervicacia ma anche la casuale bellezza dei suoi “segnali” (Segnale debole o assente, 2012 e Sulla Televisione, 2019; set fotografici quali Television set, La tv che vive nella realtà, e Zapping, risultato di una ricerca cominciata nel 2002).

Se avete modo di passare da quelle parti, non esitate: entrate a Le Tartarughe, il personale è cortese, i prodotti serviti eccellenti, la lista di vini e cocktail interessante, i prezzi contrenuti e, soprattutto, opere esposte sempre interessanti, con quotazioni – volendole acquistare – abbordabili. In questo senso, si favoriscono giovani e piccoli collezionisti!

a cura di Barbara Martusciello
foto di Stefano Esposito
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