Fabio Gasparri e Guido Laudani. Le Muse come donne di oggi

Fabio Gasparri e Guido Laudani tornano a lavorare insieme in una serie attraverso la quale interpretano fotograficamente l’immagine femminile partendo dal concetto di musa ispiratrice, che ha una lunga tradizione nella storia creativa di tutti i tempi.

…o delle Muse, titolo di questo nucleo di opere spalla a spalla, ci mostra ipotesi di muse contemporanee che evocano habitat futuristici, atmosfere iperuraniche e uno spazio ideale, dai colori sgargianti e acidi, da cui esse discendono per incamminarsi nella metropoli.

L’intento ironico di palesare un ulteriore racconto dell’allegoria delle creatività, spinge sulla bellezza glamour e sul linguaggio del Fashion. Pare addirittura rammentare un interessante passo della lettera di Ippolito Nievo scritta ad Andrea Casassa (febbraio 1854): “Come vedi, la mia Musa sta molto sul positivo, ama i dettagli della vita pratica, e o trascura o sdegna i voli lirici e sentimentali dei poeti (…)”. Che coincidenza di vedute pertinente!

 

 

Figlie di Zeus, nate da Mnemosyne, personaggio della mitologia greca, figlia di Urano (il Cielo) e di Gea (la Terra), rievocano tutte vagamente la madre, titanide con il dono del ricordare, personificazione della Memoria. Eccola: indossa un abito magnifico, di un simbolico rosso-fuoco, e cela il suo volto voltandosi verso la luce: non un ossimoro, perché la luce – come sanno proprio i fotografi – può occultare i dettagli, nascondere la configurazione, bruciare l’immagine… Da lei sembra partire la riflessione dei due fotografi e da lei pare muoversi tutto il pantheon di queste muse fotografiche. Sono piene di allure e, mostrandoci tutte insieme la possibilità ispiratrice e generatrice femminile, portano questo dono proverbiale fuori dagli stereotipi in cui una certa visione e una certa cultura l’hanno per troppo tempo incanalata.

…o delle Muse sottolinea, pertanto, attraverso emblemi di eleganza ed estetica sublime, la forza delle Donne, il potere dell’intelligenza, dell’autoaffermazione di sé, delle battaglie sulle questioni di genere che la rendono quel che grandiosamente, luminosamente è, potendosi quindi permettere di giocare sulla propria immagine e sulle narrazioni leggendarie: per darne una diversa versione.

 

Tersicore accenna un passo di Danza in quel di Londra” – dicono gli autori –, mentre il suo doppio, Polimnia, della Danza “esprime l’ebbrezza” in tutta la sua sacralità e vitalità e nelle sue potenzialità espressive e liberatorie; “Urania incontra il pianeta Roma” e, a quanto pare, è intenzionata a esaltarne solo il lato migliore, almeno per ora.

Melpomene va di fretta”, come tutti in questa vita frenetica e faticosa, dove la tragedia non è solo quella cantata; “Erato e Calliope, gemelle ispiratrici della Poesia” e non solo, “vagano tra la gente nel traffico urbano”, e chissà che non riescano a spargere ovunque un po’ di pace, lirismo ma anche di geometrica perfezione.

E Clio? Qui è quasi una “extraterrestre”, il diverso, lo sconosciuto, l’altro, che a molti fa ancora insensatamente paura, nell’incapacità di accoglierlo semplicemente come il nostro prossimo, da rispettare, se non amare: la Storia che lei incarna avrebbe dovuto insegnare…

Euterpe e Talia, gemelle, qui sono “black&white”, evidentemente essenziali ma ricercate, come fossero uscite da una rivista di moda o da un selfie Social, cantando e verseggiando quindi in ambiti molto più prosaici e attuali. Saffo, colei che Platone chiamò “la decima Musa”, così talentuosa nello scrivere di emozioni e sentimenti, “presiede muta il consesso delle sue sorellastre”.

Tutte insieme, queste muse ideali e allo stesso tempo metropolitane, rappresentano un mondo complesso e sfaccettato di cui Laudani e Gasparri ci mostrano una piccola parte, recepita da uno sguardo maschile e fotografico che modernizza la mitologia e sa cogliere, del femminile – parafrasando Hugo von Hofmannsthal (in: Buch der Freunde / Il libro degli amici, 1922) –, la profondità sulla… superficie.

 

Le opere dei due fotografi sono in mostra da AntiGallery, piccola e giovane galleria interessata alla Fotografia che fa dell’accoglienza – ha un bar annesso molto carino, ottimi cocktail, prezzi modici – e della divulgazione della produzione fotografica attuale una sua caratteristica. Guarda molto alla fruizione giovane, ai piccoli collezionisti, ma conta molto anche su un pubblico eterogeneo e di settore.

AntiGallery in Piazza degli Zingari 3 a Roma, nel rione Monti.
L’esposizione, tiitolata “…o delle Muse”, è in corso fino al 17 dicembre 2019
Opening: domenica 24 novembre ore 18.30
Info: 338.7784993
Orari: lunedì, martedì, mercoledì, giovedì, venerdì, sabato h 18:30–03:00; domenica: 18:00-02:00.

Testo di Barbara Martusciello // Immagini di Fabio Gasparri e Guido Laudani
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