Contemporary Cluster a Roma apre alla commistione tra arti e produzioni.

Contemporary Cluster si trova a Roma proprio dietro il Teatro Argentina, in Via dei Barbieri 7, in Palazzo Cavallerini Lazzaroni, originariamente struttura del ‘600 poi rimaneggiata e che accolse uno dei più noti e bei negozi di design della città, Spazio Sette, chiuso da molti anni.

In questa sede di circa 1000metri quadrati e di più piani, Giacomo Guidi ha pensato di portare quello che è da anni un suo progetto, in parte realizzato già in precedenti esperienze in zona San Saba-Aventino e prima ancora a Trastevere.

Si tratta di un luogo dove brand, arti e specifici diversi sono in esposizione, vendita e collaborazione: Moda, Interior e Design in tutte le diramazioni, compresa quella olfattiva.

E poi Editoria, Musica, Fotografia, Arti visive, ma anche Formazione, e la presenza di uno spazio-lounge con un bar, una consolle per il Sound dal vivo e postazioni per accogliere chi vorrà appoggiarsi qui per lavorare e incontrare gente affine.

 

 

Tutto abbastanza glamour ma con un carattere preciso e un intento che rifugge la superficialità tipica di molta night-cultura, seppur creativa.

Questo è nelle intenzioni alla base di Contemporary Cluster, da verificare: dalle 11.00 di mattina a mezzanotte, tutti i giorni.

Guidi, appassionato d’arte, poi gallerista e curatore con un passato atletico – è stato schermitore – vuole creare sia uno showroom per shopping di qualità, consapevole, curioso, sia un organismo per dare corpo a “un tutt’uno”, o quasi, senza troppe cesure tra produzione e creatività maggiori e minori.

Tutto ciò si presenta all’inaugurazione del 25 novembre 2017 celebrando un artista visivo: Tadao Cern. Il giovane artista lituano (Vilnius, 1983) porta le serie Hanging Paintings (2017) e Chromatic Aberration (dal 2016)

Una consiste in oggetti-scultura un po’ oscillanti, in metallo e lana tinta che richiamano influenze della Moda ma soprattutto hanno a che fare con i ricordi d’infanzia.

La seconda è pittorica e cita Mondrian, l’arte cinetica e optical e anche la psichedelia, che si vedono riproposti anche in certe attuali forme e comunicazioni visive d’ambito non artistico.

La sintesi di questo nuovo spazio, con la concezione che lo anima, ce lo racconta lo stesso Giacomo Guidi, seduto in uno dei saloni all’ultimo piano del Palazzo, quello che più di tutti ospiterà l’arte e già ne contiene tracce nei magnifici affreschi della metà del Seicento ad opera di Giacinto e Ludovico Gimignani.

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www.contemporarycluster.com

Testo di Barbara Martusciello // Video e Foto di Guido Laudani
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