La parola Carnevale ha una derivazione latina e, significando “eliminare la carne” (appunto: carnem levare ), si connette alla successiva Quaresima, la celebrazione del digiuno, della penitenza e dell’astienza per una purificazione di corpo e anima.

Come ogni festa religiosa e si lega a quelle del passato molto lontano. Per esempio, il Carnevale romano è connesso alla solennità dionisiache greche e ai Saturnali romani. Erano, queste, le feste religiose di dicembre dedicate all’antico dio Saturno (da Satus = semina). Si presentavano in modo gioioso, con un carattere orgiastico, grandi banchetti, sacrifici per ingraziarsi il Dio, e con il sovvertimento – per un solo giorno! – dell’ordine sociale allora rigidissimo e regolamentato. Per vedere favoriti i raccolti della stagione estiva si dava vita a questa celebrazione che consisteva anche in doni da scambiare e portare al tempio del dio e con processioni molto colorate e burlesche.


Il Martedì grasso si concludeva con la tradizione dei moccoletti: vi si partecipava con una candela, simbolo di lutto per la fine del Carnevale, e l’evento era allegro: si giocava a spegnere le fiammelle degli altri evitando che si spegnessero le proprie e ciò era spessissimo un espediente per potere amoreggiare senza farsi scoprire e provocare reprimende sociali. Così, e infatti, con la scusa della corsa e dell’acchiapparello per potere smorzar la fiamma, che imponeva di toccarsi a vicenda, e con la complicità dl buio, si poteva pomiciare bene (a cecio, come si dice nel dialetto romanesco).
E’ evidente come anche il Carnevale abbia significato archetipico. In generale, e a Roma più fortemente, rappresentava un rinnovamento simbolico della Natura, della società degli uomini e delle norme socio-politiche imposte. Per esempio, era dato il permesso al caos di regnare: come momento liberatorio di tutti e per tutti. Gli dei e le forze soprannaturali ne erano felici premiando le collettività sia con una fraternizzazione proficua e godereccia con gli umani, sia regalando alla terra fecondità; parallelamente, le anime dei defunti, forse allettate da tanta festosità e buon auspicio, giungevano in visita ai vivi indossando delle maschere: le stesse adoperate dal popolo per divertirsi.
Il Carnevale incarna, pertanto, un bel miscuglio della Storia e delle culture antiche, sovrapponendo tradizioni e significati allegorici: tutto è così giunto sino a noi allietando, per una manciata di giorni, i bambini ma anche i grandi, nonché gli organizzatori di eventi!

Le date di questo Carnevale 2017: dopo GIOVEDI’ GRASSO del 23 febbraio, seguito da DOMENICA DI CARNEVALE il 26 febbraio, giornata dedicata ai più piccoli, tra feste e giri per le vie di Roma, con eventi organizzati ad hoc, si prepara il MARTEDI’ GRASSO, il 28 febbraio: è il giorno che chiude il Carnevale, prima del Mercoledì delle Ceneri che segna l’inizio della Quaresima.

Testo di Barbara Martusciello
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