Il giorno della memoria: successe nel quartiere Prati che…

Io me lo immagino con la faccia di Steve McQueen. Magari invece era calvo con la pancetta. In ogni caso che Dio lo benedica, quelli come lui ci danno una speranza.

Di chi sto parlando? Roma, 16 ottobre 1943, la colonna dei camion su cui nazisti e fascisti hanno caricato gli ebrei del ghetto (1259, donne, bambini) per portarli ai carri piombati e ai forni, sta attraversando il quartiere Prati (a Roma,n.d.R.). C’è una breve sosta e – racconta Giacomo Debenedetti – un operaio, avendo notato la momentanea distrazione dell’autista, salta su un camion e sgommando lo porta via con tutto il carico, che insperatamente si trova liberato.

Non si è mai saputo chi fosse, questo operaio, ma vorrei abbracciarlo e pregare ai piedi del suo monumento (peccato non ci sia) perchè grazie a quelli come lui conserviamo un po’ di fiducia nel genere umano.

[A ricordarci la sua e altre storie sono state ieri sera (nell’ambito delle Celebrazioni del Giorno della Memoria) tre donne bravissime, le attrici Ermelinda Bonifacio e Viola Graziosi (che hanno letto brani di La parola ebreo di Rosetta Loi e 16 ottobre 1943 di Giacomo Debenedetti) e la curatrice dell’evento, Gioia Costa. Eravamo ospiti del museo Venanzo Crocetti www.fondazionecrocetti.it, sulla Cassia (prima di andarmene ho fotografato questa sua scultura)].

Foto e Testo di Claudio Lazzaro

Scultura di Venanzo Crocetti, Museo Crocetti, Roma

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